POF - Piano Offerta Formativa

Per fare scuola insieme

"Ogni persona ha una particolare competenza intellettiva rivolta ad un ambito specifico nel quale ottiene risultati positivi con minore sforzo che in altri…"
Howard Gardner

La cornice pedagogica

Il Piano dell'Offerta Formativa è: «Il documento fondamentale costitutivo dell’identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche, esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa ed organizzativa che le singole scuole adottano nell’ambito della loro autonomia» come recita l’art. 3. del Regolamento dell’autonomia scolastica (D.P.R.275/1999) e riflette le richieste formative e organizzative emerse dal territorio e dal gradimento espresso da alunni e famiglie rispetto alle attività finora realizzate.

Esso risponde agli indirizzi generali indicati dal Consiglio di Istituto, tenuto conto delle indicazioni europee (Jacques Delors - Edith Cresson, Lisbona 2000), degli Assi Culturali e delle Nuove Indicazioni nazionali recentemente indicati dal Ministero (settembre 2012).

Ha come finalità il benessere psico-fisico di ogni alunno al quale concorrono tutte le attività e i progetti; l’inclusione è lo sfondo integratore che accomuna tutte le discipline e tutti gli insegnamenti in modo trasversale.

Il POF si ispira a principi pedagogici condivisi, ritenuti fondamentali per lo sviluppo armonico della personalità degli studenti, che ne costituiscono quindi i paradigmi teorici:

  • le teorie costruttiviste per le quali l’apprendimento costituisce l’impegno attivo di ciascuno a costruire i propri saperi;
  • le teorie del cooperative learning, secondo cui il significato delle conoscenze/esperienze viene costruito attraverso il confronto tra prospettive differenti; va valorizzata quindi la cooperazione, intesa come definizione degli spazi individuali di lavoro e di spazi di responsabilitaà condivise e la socialità dell’apprendimento;
  • la teoria delle intelligenze multiple di Howard Gardner (le sette intelligenze), secondo la quale ogni persona ha una particolare competenza intellettiva rivolta ad un ambito specifico, nel quale ottiene risultati positivi con minore sforzo che in altri.

Tali paradigmi teorici sono il presupposto per attivare i quattro cardini del progetto formativo rappresentati dalle parole:

  1. Integrazione e inclusione
  2. Continuità e orientamento
  3. Valutazione degli apprendimenti
  4. Valutazione e Autovalutazione d’Istituto

Le attività integrative

Le attività integrative oltre a costituire un arricchimento dell'offerta formativa, aprono un dialogo efficace con il territorio e le diverse agenzie formative, stimolano nuovi interessi, offrono spunti per sperimentare nuovi metodi di lavoro; inoltre, attraverso percorsi didattici ed educativi più flessibili, contribuiscono a promuovere il piacere di stare a scuola.

  • Seminari ed incontri con personalità ed autori
  • Iniziative volte a coinvolgere tutte le classi in periodi distinti dell'anno
  • Sportello consulenza disturbi di apprendimento
  • Sportello di supporto psicologico
  • Iniziative di solidarietà
  • Mostra finale dei lavori svolti dagli alunni
  • Saggi delle sezioni musicali in vari momenti dell'anno
  • Rappresentazioni teatrali di fine anno
  • Viaggi d’istruzione, visite guidate e uscite didattiche con indirizzo storico-artistico, civico-ecologico, scientifico, naturalistico legati all’attività curriculare e progettuale della scuola
  • Adesione alle iniziative del Comune di Roma: Lazio scuola, Città come scuola, Campi Scuola
  • Giochi d'Istituto: tornei di sport di squadra

PAI - Piano annuale per l’inclusione

Il Piano annuale per l’inclusione (pdf) raccoglie in un quadro organico gli interventi intrapresi dalla nostra scuola per affrontare le tematiche relative alla qualità dell’inclusione scolastica e delle azioni poste in essere per garantire un migliore sistema di integrazione ed il successo formativo per ogni studente con bisogni educativi speciali.

Tali interventi coinvolgono soggetti diversi, insegnanti, famiglie, équipe socio-sanitaria, esperti esterni in un’ottica di reticolarità sinergica e sistemica di tutti i contributi offerti delle diverse professionalità coinvolte.

Documenti

Piano Offerta Formativa

Piano Triennale
dell'Offerta Formativa

La scuola per l'integrazione

Formazione

BES e Inclusione

 

Corresponsabilità

Il patto formativo

Linee di indirizzo (pdf) redatte dal MIUR, al fine di promuovere e riaffermare il ruolo delle famiglie nella formulazione di proposte, nelle scelte di talune attività formative e in altri aspetti che riguardano i percorsi educativi nelle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado.

Informativa

Formazione

Scuola Polo per l'Inclusione

I.C. Parco della Vittoria - Scuola Polo per la formazione in servizio docenti specializzati sul sostegno sui temi della disabilità e la promozione di figure di coordinamento per l’inclusione delle scuole del Lazio (nota MIUR prot. n. 37900 del 19 novembre 2015).

Corsi di formazione

  • Direttore dei corsi: DS Carla Costetti
  • Referente del progetto: Prof.ssa Valentina Della Volpe

Distretti afferenti all’I.C. Parco della Vittoria per la formazione:

  • 13 - Roma zona Tiburtino, Piazza Hegel, Balabanoff, Belforte del Chienti
  • 25 - Roma zona Medaglie d'Oro, Via Q. Visconti, Viale Mazzini, Piazza Risorgimento
  • 26 - Roma zona Aurelia, Casalotti, Cornelia, Forte Braschi
  • 27 - Roma zona Appiano, Torrevecchia, Trionfale, Casal del Marmo
  • 28 - Roma zona Cassia, Sesto Miglio, Via Baccano, Giochi Istmici, Via Brembio
  • 31 - Campagnano di Roma, Capena, Castelnuovo, Fiano Romano, Formello, Morlupo, Riano, Rignano Flaminio, Sacrofano

Documenti

Patto formativo (pdf)

Calendario dei corsi (pdf)

BES e Inclusione

La disabilità

Scelte strategiche

L'IC "Parco della Vittoria" ha effettuato da anni la scelta strategica dell’inclusione come uno dei principi cardine del POF e come orientamento alla partecipazione di tutti con uguali possibilità ed opportunità alla comunità dell’apprendere che vuole essere il nostro Istituto, caratterizzandosi sul territorio come realtà virtuosa per l’accoglienza, l’integrazione e attuazione di buone pratiche educative per gli alunni con bisogni educativi speciali (vedi PAI (pdf)). Sono implementate azioni specifiche che attengono al successo formativo di tutti gli studenti ed anche in modo particolare per l’espressione delle eccellenze.

Gli interventi didattici sono altamente personalizzati ed individualizzati, orientati e sviluppati verso un ragguardevole grado di differenziazione che valorizza le potenzialità e le capacità di tutti e di ciascuno, nessuno escluso.

Vengono sperimentate e poste in essere attività nelle quali sono attivamente coinvolti tutti i soggetti chiamati alla realizzazione del processo di integrazione (docenti curricolari, di sostegno, tutor, famiglie, enti locali, ASL e associazioni) compreso il gruppo dei pari e le scuole di rete, c’è un continuo scambio e confronto con il mondo scientifico ed accademico inerenti alla didattica e alla pedagogia speciale, con strette collaborazioni con le università per la ricerca educativa sul campo e forme di aggiornamento e formazione in servizio di tutto il corpo docente sui temi dell’inclusione.

Vengono adottate strategie di valutazione coerenti con prassi inclusive.

Percorsi formativi a livello territoriale

Con Decreto MIUR prot. n. 536 del 14/12/2015 la nostra istituzione riveste il ruolo di Scuola Polo regionale con compiti di “presidio culturale, organizzativo e formativo” nel campo dei processi di integrazione per la formazione in servizio docenti specializzati sul sostegno sui temi della disabilità, per la promozione di figure di coordinamento per la realizzazione di percorsi formativi a livello territoriale e di specifiche azioni di coordinamento finalizzate a promuovere la piena integrazione di ogni alunno nel contesto della classe e della scuola, ai sensi dell’articolo 1 comma 83 della Legge 107/2015.

Referente/Coordinatore per l’inclusione

L’art. 1, comma 83 della Legge 107/2015 delinea il profilo del “referente/coordinatore per l’inclusione” che, collaborando con il dirigente scolastico, assicura un efficace coordinamento di tutte le attività progettuali di istituto, finalizzate a promuovere la piena integrazione di ogni alunno nel contesto della classe e della scuola.

Il docente referente/coordinatore per l’inclusione in possesso di una sicura competenza di base relativa ai diversi ambiti della professionalità docente (disciplinari, psicopedagogici, metodologico-didattici, organizzativi e relazionali, di ricerca), declinati nell’ottica specifica della disabilità e del sostegno educativo:

  • svolge funzioni di coordinamento pedagogico ed organizzativo e di supervisione professionale;
  • gestisce dinamiche relazionali e comunicative complesse (team, gruppi…);
  • supporta la progettazione didattica integrata e la relativa formazione in servizio;
  • ottimizza l’uso delle risorse per l’inclusione, ivi comprese quelle tecnologiche;
  • facilita i rapporti con le famiglie e i diversi soggetti istituzionali coinvolti nei processi di integrazione.

Referenti/Coordinatori per l’inclusione

Chi lo desidera può mettersi in contatto (chiamando a scuola) con i Referenti per incontri individuali, richiesta di informazioni e consulenza (v. Organigramma).

BES e Inclusione

DSA, ADHD, Disprassia e bisogni educativi speciali

Valorizzare le caratteristiche dei ragazzi con Dsa

Gli alunni con disturbi specifici dell'apprendimento, con Adhd e con Disprassia hanno lo stesso diritto al successo formativo di tutti gli altri studenti. Per garantire questo diritto, da diversi anni ormai la scuola propone ai propri docenti percorsi di formazione interna ed esterna e il consolidamento di buone pratiche didattiche.

Il compito della scuola non è solo quello di favorire l'apprendimento, ma anche quello di ridurre i disagi relazionali ed emozionali, che talvolta rendono difficile la relazione con le conoscenze e con la classe. Aiutare gli alunni a raggiungere obiettivi di apprendimento tarati sulle loro capacità è una priorità.

Alle famiglie si chiede una collaborazione attiva e partecipe e si propongono degli incontri di confronto e sensibilizzazione sui temi legati alle difficoltà di apprendimento. Agli studenti e alle studentesse si chiede invece di impegnarsi e di resistere alla tentazione di "mollare la presa". Chiediamo tutti ai nostri ragazzi e alle nostre ragazze di essere perseveranti, per cercare insieme le soluzioni più adatte a loro.

Lo scopo è valorizzare le loro caratteristiche perché possano esprimere tutte le potenzialità di cui sono dotati, nonostante le abilità di base specifiche dell'apprendimento possano essere compromesse. Le scelte si muovono nella direzione di costruire una scuola sempre più inclusiva e sensibile alle differenze, attraverso Piani didattici personalizzati (Pdp) e condivisi tra famiglie, docenti e naturalmente studenti.

La legge 170 emanata l'8 ottobre del 2010 ha sancito una volta per tutte la necessità di percorsi personalizzati, misure dispensative e compensative, una valutazione che tenga conto dei contenuti e non della forma. Alla Legge 170 sono seguite nel 2011 le "Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e studenti con disturbi specifici di apprendimento".

La scuola offre diverse risorse per costruire insieme una scuola più inclusiva.

Le risorse della scuola

Sportello di consulenza AID

La dott.ssa Federica Ritorto, psicologa e formatore dell'Associazione Italiana Dislessia, offre a genitori e docenti della scuola secondaria di primo grado una consulenza a supporto degli alunni, che evidenziano fragilità scolastiche o probabili difficoltà specifiche di apprendimento.
Informazioni a.s. 2015-2016

Il Referente Dsa

Alla Legge 170/2010 sono seguite le Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento, che "presentano alcune indicazioni, elaborate sulla base delle più recenti conoscenze scientifiche, per realizzare interventi didattici individualizzati e personalizzati, nonché per utilizzare gli strumenti compensativi e per applicare le misure dispensative. Esse indicano il livello essenziale delle prestazioni richieste alle istituzioni scolastiche e agli atenei per garantire il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con Dsa".

Una delle risorse che si prevedono per le scuole di ogni ordine e grado è la figura del Referente Dsa (al punto 6.3 delle Linee Guida), che ha una funzione di sensibilizzazione e approfondimento delle tematiche attinenti e di supporto ai colleghi nella didattica.

Il referente Dsa, che ha ricevuto una specifica formazione e può considerarsi un docente esperto sull'argomento, diventa così punto di riferimento nella scuola e fornisce informazioni sulla normativa, sugli strumenti dispensativi e compensativi, sulle strategie. La sua funzione è anche quella di mediare tra famiglie, docenti, operatori dei servizi sanitari e figure specialistiche; coadiuva la stesura dei piani didattici personalizzati, secondo le indicazioni stabilite dalla Legge 170 e dall'Istituto, favorendo percorsi di apprendimento adeguati alle caratteristiche di ciascuno studente e studentessa.

Nella nostra scuola non si vogliono però delegare al Referente Dsa compiti che sono propri di ciascun docente: il referente è una risorsa, che mette le sue specifiche competenze didattiche, normative e pedagogiche al servizio di una comunità che apprende, con senso di responsabilità e spirito di collaborazione.

Lo sportello d'ascolto del dott. Valvo

La consulenza si propone di sostenere i docenti e le famiglie, affiancandoli nel delicato impegno di supporto alla crescita.
Informazioni a.s. 2015-2016

Doposcuola con Tutor Aid

Da novembre 2013, le famiglie che lo richiederanno potranno fruire di un servizio di Tutor pomeridiano curato dall'Associazione Italiana Dislessia. I tutor sono persone specificatamente formate per aiutare gli studenti con Dsa a trovare le strategie di apprendimento più adatte alle loro caratteristiche. Il servizio potrà essere individuale o a piccoli gruppi.
Informazioni a.s. 2015-2016

Referenti per i Dsa

Chi lo desidera può mettersi in contatto (chiamando a scuola) con i Referenti per incontri individuali, comunicazioni e/o richiesta di informazioni (v. Organigramma).

Corresponsabilità

Il patto formativo

Nel quadro di una sempre più forte e reciproca collaborazione fra le diverse parti della Scuola, dall'anno scolastico 2008-2009 è in vigore per la scuola secondaria di primo e secondo grado il Patto formativo di corresponsabilità redatto dal Collegio dei Docenti e approvato dal Consiglio di Istituto.

Il patto formativo tra insegnanti, famiglie e alunni, si propone di rendere espliciti i diritti e i doveri di tutti i soggetti che partecipano al processo di insegnamento/apprendimento, allo scopo di favorire la reciproca comprensione e collaborazione.

Il processo di insegnamento/apprendimento è in gran parte basato sulla relazione tra le persone che ne sono coinvolte; per ottenere buoni risultati, è necessario che ciascuno vi partecipi con convinzione e motivazione.

Il rispetto dei diritti e dei doveri delle parti coinvolte offrirà maggiori possibilità di buoni risultati all'apprendimento e convivenza all'interno della scuola.

I Docenti si impegnano

  • A formulare programmi di insegnamento coerenti con le indicazioni ministeriali e a realizzare percorsi che diano agli alunni la possibilità di acquisire la capacità di studio, le abilità di base nelle diverse aree (dei linguaggi, matematica, scientifico-tecnologica, storico-sociale), e, alla fine del triennio, le competenze.
  • A insegnare le abilità sociali necessarie ad una buona convivenza civile, all'educazione, alla responsabilità, all'impegno, al pensiero critico.
  • A ricercare un buon clima di classe che favorisca l'apprendimento e le relazioni interpersonali.
  • A mettere in atto tutti gli accorgimenti possibili per recuperare le difficoltà e per sviluppare al massimo le potenzialità di ciascun alunno, strutturando anche attività di recupero, sostegno e sviluppo degli apprendimenti, nei limiti delle risorse a disposizione.
  • A tenere conto delle differenze nelle modalità, nei ritmi, negli stili di apprendimento.
  • A calibrare i carichi cognitivi sia durante l'orario scolastico che nei compiti a casa.
  • A strutturare la lezione in modo da favorire l'autonomia e la cooperazione tra alunni.
  • A tenere informate puntualmente le famiglie sugli andamenti degli alunni.
  • Ad esplicitare agli alunni e alle famiglie gli obiettivi, le modalità d'insegnamento, i criteri di valutazione.
  • A scambiare con le famiglie ogni informazione utile per la buona riuscita del lavoro scolastico e della relazione educativa, anche per rimuovere eventuali cause di demotivazione, disagio, scarso impegno.
  • A rispettare i modelli educativi delle famiglie permettendo agli alunni di metterli a confronto nella convivenza sociale.
  • A ricercare con la famiglia coerenti percorsi educativi per sostenere lo sviluppo armonico dell'alunno, sia dal punto di vista cognitivo, che dell'educazione alla convivenza e alla cittadinanza.

Gli alunni si impegnano

  • Ad osservare le regole della scuola, della convivenza nel gruppo, rispettando le persone e le cose.
  • A mantenere sempre comportamenti corretti per il rispetto e la sicurezza di sé e degli altri.
  • A lavorare con impegno e responsabilità, osservando le prescrizioni e le indicazioni degli insegnanti e di tutto il personale della scuola.
  • A svolgere accuratamente e nei tempi stabiliti i compiti assegnati a scuola e per casa.
  • Ad avere a disposizione il materiale di lavoro richiesto dall'orario delle lezioni tenendolo con cura.
  • A comunicare sempre agli insegnanti difficoltà proprie e del gruppo, allo scopo di ricercare le soluzioni.
  • Ad accettare eventuali insuccessi nel lavoro e nel gioco con serenità e motivazione al miglioramento.
  • Ad accogliere i successi senza umiliare i compagni.
  • A collaborare con gli insegnanti e con i compagni per la buona riuscita della convivenza e del lavoro.
  • Ad assumersi la responsabilità e le conseguenze delle proprie azioni, anche con atti di riparazione, in caso di condotte contrarie al regolamento d'Istituto, alla buona convivenza e al rispetto delle persone e delle cose.

Le famiglie si impegnano

  • A rispettare le modalità e le strategie di insegnamento messe in atto dagli insegnanti e il loro ruolo educativo.
  • A scambiare con gli insegnanti ogni informazione utile alla buona riuscita del lavoro scolastico e della relazione educativa, anche per rimuovere eventuali cause di demotivazione, disagio, scarso impegno.
  • A collaborare con la scuola nel sostenere l'apprendimento delle regole di convivenza e nell'assunzione di impegno e di responsabilità degli alunni.
  • A sostenere il lavoro dei propri figli, accogliendo serenamente successi e insuccessi quando accompagnati da serietà e impegno.
  • A collaborare con la scuola, controllando sistematicamente il lavoro dei figli, soprattutto verso l'impegno domestico.
  • A ricercare con la scuola coerenti percorsi educativi per sostenere lo sviluppo armonico dell'alunno, sia dal punto di vista cognitivo, che dell'educazione alla convivenza e alla cittadinanza.
  • Ad incoraggiare gli alunni ad assumersi la responsabilità e le conseguenze delle proprie azioni, anche con atti di riparazione, in caso di condotte contrarie alla buona convivenza e al rispetto delle persone e delle cose.

Quanto sopra esposto fa riferimento e comprende anche le attività e manifestazioni gestite dall'Associazione dei genitori "Noi del Belli".