anno scolastico 1993-94

1° CONCORSO DI POESIA ROMANESCA "G.G. BELLI"

Prefazione

Abbiamo voluto ricordare e celebrare Giuseppe Gioachino Belli con un concorso letterario per avvicinare gli alunni alla poesia in generale, ed in particolare a quella dialettale.

Belli è, infatti, poeta romanesco, ma anche poeta italiano e poeta del mondo.

Un poeta universale, quindi, che ha trovato nel dialetto di una diseredata umanità, la plebe romana dell'Ottocento, lo strumento per parlare alla fantasia, al cuore e alla ragione di ciascuno di noi.

La sua lezione è ancora significativa e attuale ed è assolutamente lontana dallo smodato modo di chi oggi tende ad affermare la propria identità raccogliendosi attorno al campanile, alla tribù, alla regione, ai dialetti locali.

Al Belli gli alunni hanno voluto rendere omaggio con queste loro spontanee composizioni poetiche. L'esperienza di questo scolastico "certamen" letterario è stata molto positiva, ha contribuito a far acquisire ai ragazzi maggiore consapevolezza delle proprie radici attraverso la scoperta di un bene prezioso da salvaguardare quale il dialetto, lingua d'uso quotidiano, legata all'esperienza e come questa multiforme e flessibile.


Composizione della giuria


1° Premio assoluto


Motivazione:
Uno spaccato di vita scolastica reso con spontaneità e immediatezza di una ragazza in grado di evocare antiche e nuove emozioni sui banchi di scuola.


Premio classi terze

"Er monno sotto sopra"

Ce stanno certe vorte, urtimamente,
che sogno a occhi aperti tra la gente.
Me pare de vede' tutto ar contrario
e, v'assicuro, è bello lo scenario!
'Sti bbolidi 'mpazziti, piano piano
se spegneno e con loro er gran baccano;
l'aria è pulitta, cantano l'ucelli,
poi potemo gioca' senza macelli.
Nun ce dicono più: "su, state attenti!"
So' spariti d'incanto i delinguenti.
Nun ce dovemo più sta' a vergogna'
perchè guarcuno pe' pote' campa'
deve allunga' la mano o puli' 'n vetro.
Semo tutti felici e gnente e tetro.
Poi riapro l'occhi e vedo tutto immonno,
pischelli, tocca a noi cambia' 'sto monno.


Motivazione:
Per il messaggio di sano ottimismo scaturito da una matura riflessione su inquietanti aspetti della vita odierna e da una chiara consapevolezza del ruolo fondamentale che i giovani hanno nella costruzione di un domani migliore.


Premio classi seconde (ex-aequo)

"Sull'autobus"

Sargo ch'è pieno
alla fermata cinque de più uno de meno.
La signora attacca-bottone
nun risparmia manco er barbone;
accanto a me 'n bonazzo
dall'artra parte 'n pazzo.
'Na donna s'è seduta,
'n omo invece sputa,
er controllore esurta,
ha fatto già 'na murta.
Anch'io nun c'ho er bijetto,
m'affonno ner cappotto,
è mejo fa la vaga...
sennò quello me frega.
A vorte capita er pervertito,
che tutto divertito,
te mette 'a mano ar culo
e tu lo manni affanculo!
Purtroppo er monno è fatto così,
sull'autobus devi da soffrì.

Motivazione:
Per la realistica ed ironica descrizione di personaggi, comportamenti, ......... di vita cittadina, colti sull'autobus, con un'attenta e critica capacità di osservazione.


Premio classi seconde (ex-aequo)

"La colomba"

Vorei esse' 'na colomba
pe' posamme su le tue spalle.
Vorei esse' er tuo angelo custode
pe' segui' ogni tuo passo.
Vorei esse' er tuo orologio
pe' esse' sempre guardata.

Te darei la luna si potessi,
te darei la pace,
te darei tutto l'oro der monno.

Motivazione:
Per il garbo e la delicatezza con i quali sono descritte le sensazioni e i primi palpiti di adolescenza di fronte alla scoperta dell'amore.