Scuola Secondaria di Primo Grado Giuseppe Gioachino Belli

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XVIII Concorso di Poesia Romanesca

2010-2011

Nel ricordare che anche quest'anno la cerimonia di premiazione nella Sala della Protomoteca in Campidoglio, del XVIII Concorso di Poesia Romanesca è stato inserito nell'ambito delle Celebrazioni previste dal Comune per il 2764° Natale di Roma, si comunicano i nominativi degli alunni vincitori e segnalati.


Poesie segnalate

  • Er Giappone, Alessio Romano - I G, SSIG G.G. Belli
  • Montelanico paese mio, Alexandru Feldiorean - II E, IC Leone XIII Montelanico
  • Er compito in classe, Silvia Ancarani - I E, SSIGB G.G. Belli
  • La scola mia, Toni Todor - I E, IC Leone XIII Montelanico
  • L'interrogazione, Margherita Sbordoni - I E, SSIG G.G. Belli
  • Feisbucche, Jacopo Minniti - II A, SSIG G.G. Belli
  • La storia nostra, Francesca Aghemo - III D, IC Raffaello
  • 'A famija mia, Cristiano Pettinelli - I B, SSIG G.G. Belli
  • La scola, Mattia Funari - I E, IC Fratelli Cervi
  • So' romano, Lorenzo Cordella - I G, SSIG Esopo
  • Er traffico de Roma, Orazio Tammeo - II B, SSIG G.G. Belli
  • La cucina de' mi' nonna, Claudia Capri - II F, SSIG G.G. Belli
  • L'amore, Arianna Galanti - II E, SSIG T. Mommsen
  • Mi' nonna, Paola Minà - II L, SSIG G.G. Belli
  • Se ricicli, Roberto Castiglioni - II L, SSIG P. Stefanelli
  • Ledi Gagà, Iolanta Giovana Totaru - II B, SSIG Virgilio
  • Fratello omo, Davidia Marandola - III A, SSIG G.G. Belli
  • A guera delle palle de' neve, Walter Raso - III F, SSIG G.G. Belli
  • Er liceo, Sara Wegrzyniak - III B, IC Bruno Buozzi
  • Monte Mario, Adriano Pontesilli - III H, SSIG G.G. Belli
  • Buuuh la scola, Alessio Corsini - I C, SSIG T. Mommsen
  • La gattina mia, Silvia Moscucci - I I, SSIG G.G. Belli

Poesie premiate

Classi Prime ex aequo

  • Gli omini criminali abbandonano l'animali, Alice De Luca - I E, SSIG G.G. Belli
  • Disordine e ordine, Simona Zara - 1°, SSIG G.G. Belli

Classi Seconde ex aequo

  • Er cioccolato, Flavia Pratesi - 2 C, SSIG G.G. Belli
  • Dentro 'sta città, Eleonora Girolami - 2 C, SSIG P. Stefanelli

Classi Terze ex aequo

  • 150 anni fa…, Fabrizio Amici - 3 E, IC Leone XIII
  • 2012, Laura Pompa - 3 E, IC Leone XIII

Premio Roma

  • Roma, Carolina Eminente - 1 A, SSIG G.G. Belli

Questa poesia si svela nell'esplosività dei primi tre versi che uniscono in un circuito magico Roma e la poesia. "Un mucchio de parole che nascono dar core", sono queste le parole dell'intuizione di Carolina, la quale diviene così né più e né meno che una poesia per Roma. Il che non è certo poco.

Roma

La poesia è un mucchio de parole
che nascono dar core
e Roma te ne dà l'ispirazione
dietro ogni vicolo c'è 'na fontana,
er rumore dell'acqua pare 'na
serenata per l'innamorata.
Terrazze che s'affacciano sur fiume
dove la luna se specchia
e pare un lume.
Insomma se tutto er monno
vo venì qua, che dite?
Un motivo ce sarà


Terzo Premio assoluto

  • Mi' padre, Edoardo Mentil - 3 B, SSIG Bruno Buozzi

Questo componimento ci offre con ingenuità e ironia, un piccolo spaccato di vita familiare. Ma il sorriso che è la prima scanzonata espressione della poesia dei romani, ha sempre il suo retrogusto di sentimenti sinceri e appassionati. E quanto è bello in un momento così difficile della nostra storia, sentire un figlio che pensa suo padre come una "persona strepitosa". Caro Edoardo, grazie per questo pensiero che ripaga spesso tanta fatica!

Mi' padre

A mi' pade è dedicata
'sta poesia da me citata.
Da quest'omo prediletto
nasce 'n muro, 'n atrio e 'n tetto,
perché lui fa er muratore
e lo fa co tutto er core.
A lavorà nun c'ha pace
sembra quasi che je piace.
S'addormenta molto presto
s'ariarza sempre lesto.
Co me nun s'è mai arabbiato
sempre ragione m'ha dato.
Io co lui me ce diverto
anche stando in un deserto.
Io j'ho detto: "A papà
che te piace lavorà?"
M'ha risposto da gran padre:
"No, è pe nun sentì tu madre!
Io sentirla chiacchierare???
Preferisco lavorare!"
'Sta persona strepitosa
io je vojo dì 'na cosa
che al mondo nun ce n'è
un bel padre come te!


Secondo Premio assoluto

  • L'apparecchio, Caterina Franchetti - 2 F, SSIG G.G. Belli

In molti - parlo di noi adulti che abbiamo valutato le poesie - ci siamo sempre chiesti come fanno i ragazzini a sopportare i mostruosi apparecchi per la cura dei denti. Caterina in questa limpida poesia candidamente lo spiega. "A bocca chiusa", ma con l'idea che, "pure se potrà esse tra du' anni", lei alla fine riderà.

L'apparecchio

Da quanno m'hanno messo st'apparecchio
me sento come n'essere diverso
e'nfatti me lo dice anche lo specchio
che 'n po' de fascino io me lo so' perso.

De ride proprio nun ciò voja,
e quanno l'artri se piegano in gran risa
io, pure se vorrei scoppià de gioia,
rimango, signorile, a bocca chiusa.

Ma state attenti. quando me lo torgo,
pure se potrà esse tra du' anni
allora sì che urlo e che me sciorgo
come se non avessi riso per mill'anni!


Primo Premio assoluto

  • La luna, Eleonora Terzo - 2 F, SSIG P. Stefanelli

In questa poesia coesistono le tracce vive di sentimenti forti e contrastanti. Innamorati e disperati, amore e odio, cioè i "luoghi" dove la storia della poesia è passata infinite volte. E così anche in questo componimento dove questi sentimenti forti si avvolgono attorno alla luna. Altro luogo per eccellenza della poesia, ma anche dei sogni.

La luna

Arta ner cielo sbrilluccica la luna
mentre conto le stelle ad una ad una
fiera troneggia bianca e lucente
lei c'hè reggina da sempre 'nnocente.

È a lei che parleno gli 'nnammorati
co'llei se sfogheno li disperati.

Sempre presente conserva ner core
parole d'odio, parole d'amore.


Premiazione


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