La guerra del Golfo

Alla fine degli anni Ottanta nel mondo si era creato un clima di distensione tra U.S.A. e URSS anche per la caduta dei regimi comunisti e questo aveva allontanato la minaccia di una terza guerra mondiale, ma nel resto del pianeta rimanevano ancora numerosi focolai dovuti all' enorme differenza tra un nord ricco e un sud povero. I paesi dell' occidente si aggregano per esigenze di mercato, mentre l'oriente islamico risulta essere sempre più chiuso e aggressivo. Nel 1990 il dittatore iracheno Saddam Hussein, che nella guerra contro l'Iran aveva ricevuto aiuti finanziari e militari dagli U.S.A. e dall' Europa, invade il Kuwait, piccolo stato di grande importanza per i suoi giacimenti di petrolio, annettendolo alla Repubblica Irachena. L'Iraq usava come pretesto antiche rivendicazioni territoriali, ma mirava in realtà al controllo di tutta la penisola arabica. Nel frattempo gli U.S.A. inviavano in Arabia Saudita un corpo di spedizione di 400.000 uomini appoggiati da corpi militari di nazioni europee ( Inghiltera, Francia, Italia ) per difendere gli stati arabi minacciati. Fu lanciato un ultimatum dall' ONU che  imponeva all'Iraq di rittirarsi dal Kuwait entro 15 gennaio 1991. Dopo poche ore dalla scadenza dell' ultimatum la NATO attaccò con apparecchi aerei l'Iraq, che rispose con missili e con la minaccia della bomba atomica. Dopo 40 giorni di bombardamenti iniziò l'attacco di terra contro le forze irachene, che furono costrette a lasciare il Kuwait, non prima di avere incendiato gli impianti petroliferi,  provocando gravi conseguenze sull' economia della regione e all'ambiente.