GLI EGIZI

erodoto.jpg (10169 byte)Attorno al 3000 a.C. nella valle del Nilo si sviluppò la civiltà Egizia, che sopravvisse 3000 anni. Le origini del popolo Egiziano non sono ben definite, si pensa che i suoi abitanti furono i influenzati dai popoli del vicino oriente. Un antico storico greco, Erodoto (v. immagine a sinistra), definì la civiltà Egizia un dono del Nilo. L’Egitto sorge in una vasta zona desertica, mentre la valle del Nilo è fertilissima grazie ad un fango chiamato limo, ricco di sostanze fertilizzanti. Lungo il corso del Nilo, fino al delta sul Mediterraneo avvenivano i principali scambi degli Egizi con gli altri popoli che si affacciavano su questo mare. Durante il periodo predinastico la gente della valle del Nilo attraversò un periodo di splendore grazie al limo che aveva reso fertile il terreno e facilitato l’agricoltura.piramidi.jpg (14865 byte) Verso il 3.500 a.C. la grande differenza fra il delta e la valle del Nilo costrinse alla divisione dell’Egitto in due parti: L’Alto e il Basso Egitto.Gli Egizi erano molto abili nel costruire piramidi e templi in pietra. Le piramidi erano le tombe dei faraoni. All’interno c’era persino una cappella dove si pensava che il faraone pregasse da morto; c’erano delle stanze decorate con pitture e sculture policrome.

Quando una persona moriva sulla sua tomba si posava un libro chiamato "libro dei morti" (v. immagine in basso). Questo libro era diviso in colonne, su cui era scritto tutto quello di cui il morto aveva bisogno nella seconda vita. Per rendere l’anima del morto immortale, bisognava proteggere il corpo dalla decomposizione affidandone la conservazione alla sabbia del deserto, libro_dei_morti.jpg (27951 byte)oppure, con l’avvento del nuovo regno, tramite la mummificazione. Durante il regno antico gli egiziani riservavano un particolare cerimoniale al faraone. La salma del morto veniva messa per un certo periodo sotto sale e poi essiccata. Al defunto, ancora prima, venivano tolte le viscere, il cervello ed il cuore, che veniva sostituito da uno scarabeo in pietra. Nei sarcofagi veniva deposto un foglio di papiro su cui erano scritte le formule magiche che consentivano al morto la sopravvivenza nell’aldilà.

L'Egitto ebbe la più lunga storia unitaria, politica e culturale, fra tutte le civiltà mediterranee, svoltasi senza interruzioni dal 3000 a.C. al IV secolo d.C. La natura del paese, attraversato e reso fertile per tutta la sua estensione dal Nilo, e il relativo isolamento rispetto alle influenze culturali esterne, diedero vita a uno stile artistico uniforme che subì pochi mutamenti nel corso di tanti secoli.

Il corpus di credenze costituenti la religione dell'antico Egitto, influì particolarmente sull'evoluzione della cultura, pur non avendo gli egizi mai concepito la religione come un sistema teologico coerente.

Originariamente esisteva solo l'oceano; ma Ra, il Sole, nato da un uovo apparso sulle acque, generò quattro figli. Due di essi, Gheb e Nut, generarono due figli, Seth e Osiride, e le figlie Iside e Nefti. Osiride privò Ra del dominio sul cosmo, ma venne ucciso e fatto a pezzi da Seth; Iside, sua sposa e sorella, ne ricompose il corpo e lo imbalsamò, aiutata dal dio Anubi, e gli restituì la vita con potenti incantesimi; Osiride divenne così re dei morti e Horus, figlio di Osiride e Iside, sconfisse Seth in battaglia e divenne re della Terra.

L’Egitto raggiunge la sua massima espansione territoriale sotto il regno di THUTMOSI III. (1480-1448 a.C,).

Con l’invasione dei popoli del mare ha inizio la lenta decadenza del regno che, subisce numerose altre invasioni: Hyksos (1670 a.C.), popoli del mare (1200 a.C.), Assiri (670 a.C.), Persiani (525 a.C.), Macedoni (332 a.C.), Romani (30 a.C.).
Fin da prima che il re Manes unificasse l’Egitto, gli Egizi conoscevano la scrittura.
Non tutti gli Egizi conoscevano la scrittura, ma sicuramente la conoscevano gli scribi e i sacerdoti. Per scrivere essi utilizzavano grandi fogli ricavati dalla lavorazione degli steli del papiro, pianta acquatica che cresce lungo fiumi e paludi. Gli steli venivano tagliati in sottilissime strisce longitudinali, che erano poi disposte su un piano e unite l’una all’altra, in modo da ottenere uno strato continuo. Su questo strato ne veniva collocato perpendicolarmente un secondo. Il reticolo così ottenuto veniva bagnato e infine lasciato seccare al sole: la carta era pronta. La scrittura consisteva in un sistema di segni tracciati con un piccolo pennello e corrispondenti ad un oggetto, un animale o una persona. Inizialmente il lavoro degli scribi consisteva nel registrare le uscite e le entrate dei prodotti agricoli che i contadini erano tenuti a versare nei magazzini del re. Con il tempo questo modo di scrivere per disegni si perfezionò, fino a permettere di fissare sulla carta anche le idee, i ragionamenti ed i sentimenti. La scrittura assunse per gli egizi un valore quasi sacro: con essa erano ricoperti tutti i loro monumenti, le pareti dei templi, le statue, i sarcofagi e le bende con le quali era avvolta la mummia.

Nelle più antiche civiltà, in quella Egizia e in quella Mesopotamica, non esistevano libertà né diritti. Il faraone era il padrone di tutto e di tutti: delle terre, degli animali, delle case e di tutto ciò che veniva prodotto nel suo regno. Tuttavia era ritenuto onnipotente perché figlio degli Dei e non doveva essere tiranno, capriccioso e violento, come alcuni dei. In conclusione il faraone delle più antiche civiltà era un sovrano che decideva cosa fosse più giusto per il suo popolo. Invece oggi lo stato democratico moderno fa sì che ciascun cittadino, protetto dalle leggi della giustizia, possa obbedire ad esse liberamente; tuttavia il cittadino è sempre limitato nella sua azione dalle stesse leggi: per questo lo stato è detto stato di diritto.