La rinascita della Sicilia sotto la dominazione araba

La prima e più importante ondata di conquiste arabe, che ebbe luogo nel primo secolo dopo la morte di Maometto, risparmiò la nostra penisola.

Tuttavia la Sicilia soggetta ai Bizantini era troppo importante per gli arabi che si erano stanziati nella vicina Tunisia. Così nell' 827 una potente flotta araba sbarcò presso il Capo Lilibeo. Gli Arabi si impadronirono della Sicilia e ne trasferirono la capitale da Siracusa a Palermo.MOSCHEA.jpg (57367 byte)
Questa divenne una delle più belle e splendide città del Mediterraneo, centro fiorente di vita sociale e commerciale.
Su tutta l'isola l'agricoltura prosperò di nuovo, e gli abitanti godettero di un maggiore benessere.

La città saracena

Dove sorgevano le città arabe il deserto cambiava volto: la terra arida veniva trasformata in orti e frutteti, in cui crescevano agrumi, palme, ulivi, fiori. Le case erano semplici, con piccole finestre per ripararsi dal sole, ma nei cortili interni molte di esse avevano stupendi giardini. In ogni città c'era un luogo per la preghiera, la moschea e un grande mercato: il souk. Qui, nei bazaar (negozi dove i prodotti venivano esposti alla rinfusa), si trovavano merci di tutti i tipi , profumi, tappeti, tessuti preziosi, oreficerie, oggetti di rame, argento, cuoio, vasi...)
Una potente flotta mercantile diffondeva questi prodotti in tutti i porti nel Mediterraneo.

 Nella figura sopra - Palermo: la basilica di S. Giovanni degli eremiti

Un intrico di strade

wpe1.jpg (15404 byte)Le prescrizioni di Maometto stabilivano anche che le strade dovevano essere larghe 7 braccia, ossia un po' meno di 4 m., tuttavia, a causa del sovraffollamento, questa norma era poco rispettata e le case si spingevano sul terreno della strada, rendendo le vie ancora più strette e tortuose. Il labirinto di strade che così si era venuto a formare assicurava la graduale separazione della vita pubblica da quella privata. Dalle vie principali si diramavano infatti viuzze sempre più anguste e vicoli ciechi. Il centro della città araba, chiamato Medina, è quindi un organismo compatto che ancora oggi trasmette al viandante un senso di continuità senza fine.