La Pirateria Romana

Chi subiva i danni della pirateria romana la riprovava. Pompeo estirpò la piaga dei pirati di Cilicia, ma non estinse il fenomeno: pochi anni dopo lo stesso Giulio Cesare fu infatti catturato dai pirati durante un viaggio a Rodi e fu liberato solo dopo il pagamento di un ingente riscatto.

Gli studiosi hanno spiegato in vario modo la presenza di armi nei dei relitti subacquei, infatti si è pensato che le armi che erano a bordo fossero destinate alla vendita o che appartenessero ai soldati imbarcati occasionalmente o che costituissero la divisa dei marinai. E' probabile che queste armi costituissero l'armamento della scorta della nave, non si trattava quindi di soldati dell'esercito, ma di guardie private, incaricate di proteggere il carico e i passeggeri dagli assalti dei pirati. È spesso impossibile valutare con sicurezza da un relitto se una nave è affondata per cause naturali o in seguito ad un assalto di pirati. Soprattutto, è stato rinvenuto nei relitti un teschio ancora protetto da frammenti di un elmo di bronzo. I resti di questo sfortunato combattente sono la prova che la nave fu affondata durante un azione di pirateria: chi mai infatti terrebbe un pesante elmo sulla testa durante un naufragio?