Le Invasioni Barbariche

Gli Unni erano indomiti cavalieri ardimentosi e feroci, guidati da Attila. Dilagando verso occidente, essi pionbavano come furie sulle tribù germaniche mettendole in fuga. I germani cominciarono perciò a invade re l’impero d’occidente trasferendosi in massa, con le donne, i bambini, gli schiavi, i carri e gli animali. Essi cercavano protezione e rifugio entro in confini, ma avevano anche bisogno di nuove dimore. Forse l’impero d’occidente avrebbe potuto trattare con essi, concedere terre in cambio della pace, ma ai suoi capi mancarono la capacità e la fermezza. L’incertezza e il panico presero il sopravvento, e d’altro canto la vista e delle ricchezze eccitarono i barbari così iniziarono i primi saccheggi dei molti barbari. Anche se non si sa quanti sono gli storici della demografia, attraverso lo studio dei cimiteri e degli stanziamenti, ritengono che fossero in numero esiguo; forse 300.000 gli Ostrogoti, 100.000 i Burgundi. I vandali al momento del loro passaggio erano circa 80.000. Ma anche le regioni invase non erano molto popolate, così l’arrivo di questi popoli in fuga ebbe ripercussioni profonde. Ci furono massacri. Molte città furono rase al suolo. Presi dal panico i cittadini dell’Italia del nord si riversarono nell’Italia centrale abbandonando la terra; molte attività si arrestarono per secoli. Le grandi invasioni incominciarono nel 401 d.C. su più fronti.