La nascita di

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La mitologia romana narra,differenziandosi così dalla versione data dai greci, che la nostra città nacque grazie a Romolo, fratello gemello di Remo e figlio di Rea Silvia, una vestale, che ebbe i due bambini, secondo la leggenda, da Apollo, dio del sole. Rea Silvia, vista la sua posizione, non poteva sposarsi né avere figli, così fu costretta ad abbandonare i due piccoli in una cesta che abbandonò poi sul fiume. I gemelli furono però trovati da una lupa che li allattò e li fece crescere, da ciò deriva il simbolo di Roma - la lupa e i gemelli - che è stata così rappresentata in una statua e che costituisce un wpeC.jpg (14599 byte)grande patrimonio culturale e storico per la nostra città. Si narra poi che i gemelli, una volta cresciuti, decisero di fondare una città sul luogo dove era morta la loro "mamma adottiva", sul colle Palatino. Disegnarono sulla terra con un bastone un quadrato: all'inizio la nostra città era un quadrato! Ora però c'era un problema: chi sarebbe entrato prima nel quadrato? Chi sarebbe diventato re? Tra i due fratelli nacque una rivalità, quella rivalità che porta all'odio e che tra due fratelli non dovrebbe mai esistere. Così indissero una gara: chi avrebbe visto più uccelli in tutta la giornata sarebbe stato re. Secondo i Romani Romolo fu protetto dagli dei e riuscì a vincere la sfida, ma il fratello invidioso non rispettò i patti e iniziò ad aggredire Romolo, che però riuscì a difendersi uccidendo il fratello con una pietra. Così nacque Roma, con un grande re e con il peso di una morte sulle spalle, che si porterà avanti per sempre

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