UN'ITALIAPIENADI STRANIERI

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LE COMUNITÀ STRANIERE IN ITALIA

Le motivazioni che spingono milioni di persone a spostarsi da un paese all'altro possono essere molto varie: economiche, religiose, politiche, etniche, sessuali e ancora molte altre, anche non gravi. L'obbiettivo degli emigranti è quello di migliorare la propria vita, ciò significa che dietro ogni immigrato residente in un paese straniero vi è una famiglia nel paese d'origine che trasferisce in quel figlio, marito, moglie, fratello o sorella la speranza di una vita migliore per la quale ha lottato fino a quel momento senza successo. Alcuni immigrati hanno avuto fortuna e sono riusciti a migliorare le proprie condizioni. Altri invece hanno avuto difficoltà ma, nonostante ciò, continuano a lottare per una vita migliore perché spesso l'emigrazione è l'ultimo tentativo nella lotta per la sopravvivenza. La provenienza degli immigrati nel nostro paese è molto varia: dall'Est europeo, dall'Africa, dall'Asia, dall'America del sud si sono spostate molte persone in cerca di una vita migliore e, soprattutto nelle grandi città, hanno formato delle comunità che consentono ai singoli individui di trovare appoggio in caso di necessità. Gli immigrati spesso ricevono aiuto anche da parte di istituzioni religiose o laiche, che spesso si servono della collaborazione di privati cittadini (è ciò che si chiama "volontariato").

LA COMUNITÀ MAROCCHINA

Per i marocchini l'Italia diventa meta di emigrazione verso la fine degli anni '70.Dai dati statistici risulta che la comunità marocchina con i suoi 119.431 cittadini è la prima comunità di immigrati presenti in Italia. Le città con maggiori presenze sono:

Torino, Roma , Milano, Napoli, Genova, Bologna e Palermo.

LA COMUNITÀ ALBANESE

La comunità albanese in Italia è molto antica: si è formata nel 1389, quando molti albanesi si rifugiarono a Bari e a Venezia a causa dell'invasione turca. L'ospitalità fu presto ricompensata, quando, pochi anni dopo, il coraggioso e abile condottiero albanese Scandenberg sconfisse i turchi che tentavano di invadere l'Italia. La popolazione italiana li accolse con benevolenza e si diede da fare per aiutarli. Ancor oggi comunità albanesi, che hanno mantenuto lingua e tradizioni proprie, vivono nell'Italia meridionale.

Negli anni recenti, l'Italia ha di nuovo accolto molti albanesi in conseguenza delle difficili condizioni politico-economiche dell'Albania.

Tutto questo comincia nella primavera del 1991. Circa ottocento persone riescono a introdursi nell'ambasciata italiana a Tirana chiedendo protezione e asilo politico. Nello stesso anno arrivano in Italia numerosi albanesi, per lo più clandestini, su navi mercantili o su mezzi di fortuna. Sono circa 20 mila quelli che sbarcano a Bari.

Vengono sistemati nei campi profughi e negli stadi e inizialmente accolti con simpatia; col tempo però la popolazione italiana diventa meno disponibile, anche a causa del verificarsi di episodi di criminalità.

LA COMUNITÀ FILIPPINA

Per i Filippini l'Italia è meta di emigrazione dal 1977. Quella filippina è una comunità costituita inizialmente quasi esclusivamente da donne: sono infatti le donne ad aprire le porte dell'immigrazione. Buona parte delle filippine sono entrate in Italia con un visto di turismo. Una volta trovato lavoro sono rimaste e, come spesso succede nel mondo dell'immigrazione, sono state loro stesse a fare da tramite tra le famiglie italiane in cerca di domestiche e le amiche in patria. Le filippine sono molto apprezzate dagli italiani: educate, sorridenti, piccole e dai modi gentili, ispirano fiducia a prima vista. Sono riservate, parlano poco e lavorano velocemente. In tempi successivi si sono aggiunti alle donne numerosi uomini che svolgono lavori di tipo domestico.

LA COMUNITÀ SENEGALESE

Una comunità dove la presenza degli uomini domina in assoluto. Le donne costituiscono solo il 3,5% della popolazione immigrata. I primi senegalesi arrivati in Italia erano studenti e si trovavano a Perugia, a Firenze, a Napoli e a Brescia. È solo negli anni '80 che i senegalesi arrivano per lavorare. La loro situazione lavorativa è mutata nel tempo. Prima degli anni '90 la maggior parte svolgeva l'attività di ambulante, poi, con la legge Martelli, i senegalesi hanno avuto la possibilità di trovare altri posti di lavoro.

LA COMUNITÀ RUMENA

Nella popolazione rumena, gli uomini sono quelli che emigrano per primi. Roma, Napoli e la Sicilia sono le zone dove attualmente i rumeni sono maggiormente presenti. Gli uomini lavorano in generale come manovali, pittori, edili oppure carpentieri. La comunità rumena vanta un livello di formazione piuttosto alto. L'immigrazione rumena, come quella proveniente da altri paesi dell'Europa dell'est, può essere un'immigrazione provvisoria che però si ripete nel tempo.

LA COMUNITÀ BRASILIANA

La comunità brasiliana è l'unica tra quelle di cui parliamo in questo elenco che non ha bisogno del visto di ingresso. La data di inizio dell'immigrazione brasiliana può essere fissata intorno al 1977. Attualmente i brasiliani si trovano soprattutto a Roma e a Milano. È una comunità costituita principalmente da donne,che, come le altre immigrate, svolgono l'attività di baby-sitter o di assistente agli anziani. Ci sono anche sarte che lavorano per conto proprio. Gli uomini brasiliani lavorano come manovali, camerieri e nello spettacolo. Altri sono inseriti nel mondo dell'occulto, sono i cosiddetti sensitivi, guaritori che organizzano in casa propria il Makumba, leggono le carte, predicono il futuro. La loro clientela è soprattutto italiana.

LE ORGANIZZAZIONI ITALIANE CHE SI INTERESSANO DELL'IMMIGRAZIONE

Soprattutto negli ultimi anni queste associazioni hanno avuto un ruolo fondamentale per quanto riguarda la tutela dei diritti degli immigrati. Se qualche cambiamento è avvenuto lo si deve anche alle insistenti pressioni da esse esercitate. Esse hanno favorito anche l'associazionismo tra gli immigrati, che sono così diventati più consapevoli delle loro necessità e dei loro diritti. Le aree di intervento sono vastissime, cominciando da quelle più elementari come l'alloggio, il vitto, l'assistenza legale e sanitaria per tutti, regolari o irregolari. Quest'ultimo intervento si realizza attraverso l'istituzione di ambulatori legati tra di loro da una rete di informazione realizzata con bollettini e riviste.

Nel Lazio oltre alla Caritas, che costituisce uno dei fondamentali punti di riferimento per tutti gli immigrati (e non solo per loro), le associazioni più importanti a favore degli extracomunitari sono:

Associazione argentina

Associazione degli Oromo

Associazione del Bangadlesh

Associazione della comunità etiopica

Associazione donne capoverdiane

Associazione donne filippine

Associazione donne immigrate africane

Associazione generale dei marocchini

Associazione lavoratori egiziani

Associazione lavoratori pakistani

Associazione medici zairesi

Associazione rom Rasin Sejdi

Associazione somala

Associazione studenti ivoriani

Associazione tunisini del Lazio

Associazione zairesi in Italia

Centro rifugiati iraniani

Comunità cilena di Roma e del Lazio

Comunità gabonese